Prima Porta S.R. - CUS Roma 1-1 |
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| Scritto da Simone Acquarelli |
| Lunedì 04 Aprile 2011 00:00 |
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Sfida tra due squadre (quasi) di vertice. Scorbutica e spigolosa in alcuni suoi frangenti, non regala spettacolo, ma bensì arguzia tattica, da parte di entrambe le compagini. I gialli Universitari, dopo aver trovato il vantaggio, si limitano a controllare le offensive dei padroni di casa, e a ripartite in contropiede con i suoi esterni. Il Prima Porta, dal canto suo attacca, ma non si rende mai pericoloso, se non nel secondo tempo, grazie ad una disattenzione della difesa ospite, che costringe il suo portiere ad un intervento provvidenziale. Allo scadere, la squadra di casa trova il pari, firmato su rigore, dopo un intervento dubbio in area. 1 - CAIAZZI: A differenza delle partite passate, non recita il ruolo della vittima sacrificale. Neutralizza l’unica vera conclusione degli avversari (nel secondo tempo, addirittura), uscendo sui piedi dell’attaccante che si stava voltando per calciare in porta. Subisce goal su rigore… CRESCENDO 6,5 2 – ARCIERI: Dalla sua parte ha un brutto cliente, e lo intuisce già da subito. Cerca di arginarlo, ma alcune volte ne vede solamente la schiena allontanarsi. Ostico, però, continua a tampinarlo, riuscendo bene a prenderne le misure. Quando sembrava aver trovato un suo equilibrio, viene spostato al centro della difesa, per la defezione di Sanrocchi. Anche se non è sembrato brillantissimo, c’è da dire che tra il caldo e l’avversario, fare di meglio sarebbe stato difficile. Nel finale si lascia andare in un alterco con il numero 4 locale. Ne esce con un guizzo. INSOLAZIONE 5,5 3 – IORI: Parte bene. Subito in pressione sull’opposto, nonostante dalla sua parte Bunkheila non sia in grande spolvero. Subisce alcune offensive, ma come il suo compagno a destra, riesce bene ad uscirne nel momento di maggio pressione dei locali. Nel secondo tempo è bravo ad amministrare anche sulla fascia destra. Sembra in via di ripresa anche lui, poiché le ultime sue due performance in campionato non sono state alla sua altezza della sua fama. RIPRESA DEI GIRI 6 4 – SANROCCHI: E’ il difensore più roccioso della rosa, e perderlo per tutto il secondo tempo è stato una vera tegola per i canarini. Detto ciò, nei minuti avuti a sua disposizione, ha fornito sicurezza al reparto arretrato, dirigendo con intelligenza i suoi compagni di reparto. A 10 minuti dalla fine del primo tempo, durante uno scatto, si sente “tirare”, e costringe il mister Verticchio a pensare ad una sostituzione. Serve come il pane in una squadra come quella del CUS, ed è palese se si va a vedere il secondo tempo della partita. GOLEM 6,5 5 – MANCINI: Veniva da una ottima prestazione, che doveva solo riconfermare. Lo fa, per un tempo. Nella seconda frazione infatti, la concentrazione del centrale di difesa, non è ottimale, e si lascia imbambolare dalle scorribande degli avanti locali. In una occasione lascia rimbalzare il pallone una volta di troppo, dando la possibilità al numero 9 di girarsi in area (poi stoppato da Caiazzi); a sul finale si lascia scavalcare da un pallone lungo, ma c’è l’esterno a fare la diagonale; nel 4° minuto di recupero, invece, tocca da dietro in area il diretto avversario, e l’arbitro fischia il rigore (dubbio, ma che 8 volte su 10 viene fischiato). Le sue lacune non sono state di carattere tecnico-tattico, ma caratteriali. Peccato. ON/OFF/ON/OFF… 5 6 – MONACHETTI: Nei primi 5 minuti è stato uno dei peggiori in campo. Sembrava affaticato, spento, lento e accaldato. Passati quei 5 minuti di passione, lo si trova a lottare su ogni palla, cercando di strapparla con i denti e con le unghie ad ogni avversario che passa dalle sue parti. Non è Montolivo, non ha capacità tecniche eccelse, ma se fossi un avversario, ci penserei due volte prima di accostarmi. Anche nella seconda frazione, mentre tutti sembravano stremati dal clima, lui ha continuato a macinare. KELEVRA 6,5 7 – CARDACCIA: Viene relegato al ruolo di esterno di centrocampo, con licenza di offendere. Con lui sulla destra si può stare sicuri sulla spinta, mentre in questa occasione da anche una bella mano ad Arcieri nell’arginare il terzino del Prima Porta. Non gli si può chiedere di cantare e portare la croce, quindi appare confusionario in alcune occasioni, come è normale che sia. Nel secondo tempo scende di tono notevolmente, ma sopperisce con la cattiveria agonistica che lo ha sempre contraddistinto. MASTINO 6 8 – MARSICO: Appare fuori-fase. Gira a vuoto in più di una occasione. Molte volte si trova a fare un tocco di troppo, mettendo in difficoltà i compagni. Non è stata una delle sue partite migliori, è inutile dirlo. Si impegna però, e soprattutto nel secondo tempo, agendo sia da interno che da esterno, si è fatto sentire agonisticamente parlando, poiché non si può dire che sia uno che molla facilmente. Con la speranza che la prossima possa essere una giornata fruttuosa per lui e quindi per tutta la squadra. PASSO FALSO 5 9 – PATRIZI: Dopo tanto tempo rieccolo in campo da titolare. Corre e lotta, fa sponde e stacca di testa. Cerca di fare il possibile, ma (come detto per l’Abruzzese) non è Drogba, e spesso si trova a “combattere contro i mulini a vento”. L’unica volta che riesce a concludere nello specchio, porta in vantaggio il CUS, ribattendo in porta una sua precedente conclusione, che in confronto alla seconda sembrava molto più semplice da finalizzare. Nella seconda frazione viene sostituito, anche perché la sua condizione non è delle ottimali, visto il periodo di stop ed il caldo torrido. Degna di nota la sua esultanza alla (a suo dire) Emanuele Calaiò. SPUNTO 6 10 – COLADONATO: L’intelligenza tattica è la sua arma in più. Corre poco, ma corre bene. Si trova spesso a gestire palloni che scottano a metà campo, dispensandoli qua e la con calma apparente. Quando gioca sotto pressione si ha quasi l’impressione che renda meglio. Nella prima frazione fa il suo, gestendosi e gestendo il centrocampo, nella seconda invece mette in campo tutta la sua arguzia tattica, lavorando bei palloni per gli esterni e recuperandone un’infinità. Gioca di fioretto il più delle volte, ma spesso usa anche l’ascia. SMART 6,5 11 – BUNKHEILA: La sua peggior partita del campionato. Nel primo tempo gioca alto a sinistra, non trovando sbocchi, e sbagliando molte giocate. Buono un cross al 35° della prima frazione, ma gli avanti non riescono a finalizzare. Nel secondo tempo viene arretrato sulla linea dei difensori, per sopperire all’uscita di Sanrocchi, ed i relativi spostamenti di Arcieri e Iori. Data la sua velocità, avrebbe dovuto garantire una copertura adeguata sull’esterno opposto, ma così non è stato. Nel finale lo troviamo a scalgliare palloni dalla parte opposta del campo, con tutta la squadra alle spalle e nessuno a riceverli. Per lui vale lo stesso discorso di Marsico. 4,5 15 – FERRETTI: Entra e di fatto spedisce in area un paio di punizioni forti e precise. Ora come ora non è uomo di fascia, me ce la mette tutta e cerca di tamponare in una zona dove ce n’era bisogno. CANNONE 6 17 – FONTANA: Subentra e manda ai pazzi la difesa avversaria. Lo fa con scatti repentini e serpentine ubriacanti. Peccato che poi di concreto rimangono solo i calci che i difensori del Prima Porta gli danno per ostacolare la sua corsa. Con quegli interventi ci sarebbero stati gli estremi per almeno un altro paio di cartellini gialli (a giocatori già ammoniti), che avrebbero portato a due espulsioni. Se è in condizione, uno-contro-uno, non ha rivali. (UBRIACO o )UBRIACANTE 6,5 16 – RATTI: Quando entra erano già 20 minuti che si stava scaldando/mettendo gli scarpini/la maglia/i parastinchi. Una volta “lanciati tutti i componenti” è potuto entrare. Fa da spartiacque in una fase delicatissima della partita. Il risultato è discreto, tranne quando poi ha tentato un assolo partendo da centrocampo. SCAMPOLI DI RIPRESA 6 |




